
Perchè leggere i libri ?
Non ho tempo per leggere”, un’affermazione che da sempre serve a giustificarsi di fronte a chi ci chiede quale sia l’ultimo libro da noi letto. Ma è poi vero o è solo un modo per evitare la questione della lettura e preferire altre attività, molto passive e per questo, forse per alcuni di noi più rilassanti, come guardare la televisione, in modo da spegnere completamente il nostro cervello per riprenderci dalle difficoltà della vita quotidiana?
Perché, poi leggere dei testi letterari, che possono impegnare a fondo la nostra immaginazione o addirittura portarci ad una revisione di noi stessi, quando sarebbe molto più rilassante la lettura di un quotidiano sportivo o di una rivista di pettegolezzi? Perché leggere? E soprattutto, quale è l'importanza della lettura dei testi letterari in una scuola che cerca sempre di più di immergersi nel mondo reale, caratterizzato dalle idee di competizione e produttività, dove anche i discenti sono identificabili con dei prodotti, e con la costante dell’ ottimizzazione del tempo lavorativo e quindi anche scolastico? Perché perdere tempo con Joyce, Woolf, Shakespeare e gli altri?
La questione della lettura dei testi narrativi e delle problematiche che la lettura di un testo complesso produce, “conduce alle motivazioni ed alle finalità della lettura”
La vita quotidiana ci porta a dover affrontare in ogni momento il problema della socializzazione, intesa come necessità continua di confrontarsi con gli altri, in campo lavorativo e sentimentale, la difficoltà di dover ascoltare gli altri e soprattutto di riuscire a farci ascoltare dagli altri, in questa continua lotta il libro può diventare invece il proprio migliore amico, di quelli che non tradiscono mai. Il testo narrativo ci parla e ci permette, superando la barriera dell’incredulità, di liberarci da tutte le costrizioni che ci impone la nostra abituale visione della realtà.
La scrittura non è fine a se stessa, ma è un mezzo per comunicare, anche se in effetti si tratta di una comunicazione temporalmente “ritardata”, sta a noi scoprire il messaggio che l’autore (l’emittente) vuole inviare al lettore (il destinatario), anche se talvolta questo messaggio può risultare apparentemente oscuro. Questo significa imparare ad interagire con il testo, ponendoci non passivamente di fronte ad esso, come sempre più spesso mezzi di comunicazione di massa, come la televisione, ci impongono di fare, dobbiamo imparare ad affrontare un testo letterario convinti non solo di poter ricevere qualcosa dal testo ma anche di essere in grado di dare qualcosa noi ad esso, magari una nuova interpretazione dello stesso.”Molto spesso i grandi romanzi tendono ad affrontare enigmi fondamentali o a meditare su interrogativi importanti. Un segno della buona lettura consiste nel permettere a tali problemi o questioni di rivelarsi e scoprirsi, invece di andare a cercarli con uno sforzo troppo strenuo”.